mercoledì 18 gennaio 2017

BodypositeamIT: Autointervistando...


Buongiorno bellezze! Oggi torna il #Bodypositeamit con un post particolarmente introspettivo, abbiamo deciso di abbandonare momentaneamente il discorso outfit per qualcosa che sicuramente a noi ha fornito molteplici spunti di riflessione, si tratta di una sorta di autointervista sul rapporto col nostro corpo ed il concetto di bodypositivity. 
Personalmente penso sia uno dei post più difficili tra quelli affrontati finora. Molte persone danno per scontato che chi gestisce un blog del genere non abbia di certo problemi di autostima e che il concetto di autoaccettazione sia fortemente radicato nelle nostre testoline, in realtà non sempre è così ed anzi c'è chi (come me) usa questo grande strumento proprio per vincere la sua piccola battaglia quotidiana in questo senso, riuscendo perfino ad oltrepassare di volta in volta i propri limiti.
Ho cercato di dirvi ciò che penso e provo in totale sincerità, ma ammetto che il discorso è molto ampio e complesso, per cui, anche se spero di essere stata sufficientemente chiara, è possibile che in qualche punto non sia riuscita perfettamente nell'intento. Ovviamente sarò felice di chiarire qualsiasi dubbio e chiunque voglia condividere la propria esperienza è sempre ben accetto.
In collaborazione con:
Valentina Imbellone di Tondamente curvy blog
Marged Flavia Trumper di La diva delle curve
Elena Palieri di Mixelchic
Miria Benotti di Plus kawii
Irene Mastronardo di Curvy Nene

1) Che rapporto hai col tuo corpo?
La parola corretta per descriverlo in questo momento, è sicuramente altalenante, ma sono consapevole del fatto che questo per me sia un periodo altalenante in generale, per cui il rapporto col mio corpo attualmente, è soltanto una delle espressioni che ne consegue.
Sicuramente mi sento me stessa qualsiasi sia il mio peso, ormai da anni ho smesso di pensare che tutto ruotasse intorno ad esso, compresi successi ed insuccessi della mia vita, che sono esclusivamente responsabilità mia indipendentemente dalla taglia dei miei pantaloni, e vi assicuro che ci sono voluti anni per arrivare a vederla sotto quest'ottica.
Mentirei se vi dicessi che le variazioni di peso non hanno alcun potere sul mio umore e sulla percezione estetica del mio corpo, purtroppo ammetto di non essere ancora riuscita a fare mio questo concetto.
C'è una soglia al di sotto e al di sopra della quale, non mi sento completamente a mio agio, come se vestissi i panni di qualcun altro ed attualmente è ampiamente oltrepassata (è una soglia che si riferisce esclusivamente ad una preferenza personale e non a certi valori forniti da alcune tabelle, tant'è che mi piaccio e mi sento me stessa, in versione plus size), ma più per un discorso generale di perdita di vista di me stessa che prettamente fisico, non a caso, negli anni, ogni mio incremento di peso è coinciso con momenti non proprio sereni della mia vita, ma i tempi in cui mi sentivo brutta, grassa e la parola valorizzare era sostituita dalla parola nascondere, sono lontani anni luce...e per quanto un giorno mi piaccia ed uno no (come tutti!), c'è da dire che invece mi amo tutti i giorni.

2) Come mai hai deciso di aprire un blog e diffondere un messaggio di bodypositivity? 
La verità? Ne sentivo il bisogno per svariati motivi, primo tra tutti, la necessità di sentirmi nuovamente entusiasta e stimolata da qualcosa. 
Ero arrivata ad un bivio della mia vita che aveva preso una piega completamente diversa da ciò che mi aspettavo...studi, passioni, sogni, ambizioni...tutto spazzato via senza che neanche me ne rendessi realmente conto.
Ad un certo punto le scelte possibili erano due: rassegnarsi all'apatia totale o buttarsi nell'ennesimo progetto e trascinare via per i capelli ciò che rimaneva di me...mi state leggendo, per cui immagino abbiate capito cosa ho scelto. 
Ecco, questo diario è stato il frutto di due/tre anni assurdi (in parte ancora in corso) ed il messaggio di bodypositivity che ne è derivato, è stato "soltanto" la conseguenza dell'entusiasmo e della consapevolezza ritrovati. Adoro lo scambio che si è venuto a creare, soprattutto sulla pagina, che si tratti di tematiche più impegnate o delle solite frivolezze, mi sento libera di esternare qualsiasi cosa, e chissà, forse mi sbaglio, ma almeno per il momento mi aiuta a risparmiare i soldi dell'analista.

3) Cosa significa bodypositivity per te? 
Significa amore e rispetto per sè stessi, significa non basare la propria vita e le proprie scelte sul modo in cui appariamo, significa accettarsi per quel che si è ed agire nel bene di noi stessi, che sia attraverso un rossetto rosso, un vestito che ci valorizzi, uno sport che ci piace o un'alimentazione più sana, poco importa.

domenica 8 gennaio 2017

PCOS: preparato per cioccolata calda extrafondente


Gennaio è finalmente giunto col suo carico di speranza e buoni propositi, ma è anche il mese più freddo dell'anno, per cui non so voi, ma per me funziona più o meno così:
Freddo = zero voglia di uscire
Zero voglia di uscire = stare al calduccio a casa
Stare al calduccio a casa = copertina+tisanina
Così oltre ai sensi ci si scalda anche il cuore.
Ma cosa succede quando all'ovulazione e al ciclo la tisanina non basta e manifestano per il loro diritto sacrosanto di assumere schifezze random? Cioccolata calda!
Ma di quelle da assaporare senza (troppi) sensi di colpa e senza andare a disturbare le ovaie e l'insulina.
Quindi bando alle ciance ed ecco la ricetta:

- Cioccolata fondente 85% : 200 gr
- Cacao: 80 gr
- Fecola di patate: 20 gr


Avrete bisogno soltanto di un tritatutto per polverizzare e mescolare tutti gli ingredienti. Aiutatevi con un colino per tritare al meglio la cioccolata. La scadenza potrete stabilirla in base alla scadenza dei singoli ingredienti, ma in ogni caso è da evitare di superare i 3 mesi.
Per una cioccolata calda dalla giusta densità saranno sufficienti 25 grammi di prodotto ogni 150 ml di latte (anche vegetale) e basterà cuocere il tutto a fuoco lento mescolando continuamente. Sarà pronta 60 secondi circa dopo l'ebollizione.
Personalmente utilizzo due cucchiaini di stevia per dolcificare in modo da tenere basso l'indice glicemico e preferisco utilizzare ingredienti completamente privi di glutine e lattosio.
Tenete presente però che di base il gusto sarà molto intenso ed amaro, per cui non adatto a chi non ama il cioccolato extrafondente, potrete ovviamente aggiungere spezie a piacere, io l'adoro col peperoncino che insieme al cioccolato fondente è anche un potente antiossidante...non resta che armarsi di cucchiaino e gustarla!

martedì 3 gennaio 2017

5 Tipologie di uomini da cui stare alla larga (plus size version)



Si sa, in un mondo ideale le donne amerebbero le altre donne in una landa dai colori pastello e al profumo di lavanda con un sottofondo di uccellini cinguettanti e l'unica nota negativa sarebbe condividere gli assorbenti rischiando di restarne senza e soprattutto subire le nefaste conseguenze di un ciclo sincronizzato - E invece no, abbiamo un'indole decisamente masochista e preferiamo lasciarci tentare dal lato oscuro della forza, rassegnandoci ad un destino costellato di litigi per la tavoletta del bagno perennemente alzata, e diciamolo, se si ha qualche chilo in più, le varianti alle quali prestare attenzione aumentano sensibilmente.
Indi per cui ecco 5 tipologie di "uomini" che una donna plus size corre il rischio d'incontrare, perchè se è vero che le donne vengono da venere e gli uomini da marte, è anche vero che alcuni di loro è molto meglio che tornino da dove sono venuti:

1) Lo svogliato: è l'uomo dalla minima spesa e massima resa (parlando ovviamente in termini di affettività) e ad onor del vero, il gioiellino in questione non è un problema esclusivo delle donne plus size. Sta con voi ed esce con voi, non è tenuto a dimostrarvi altro, il massimo del romanticismo che potrete aspettarvi sarà dirvi "salute" dopo uno starnuto.

2) Il personal trainer: esce con voi perchè sta bene e si sente il figo della coppia, ma la sua missione è farvi dimagrire per sfoggiarvi con gli amici. Spesso la sua tecnica preferita per incentivare la fortunata consiste nella sempre attuale ed "efficace" umiliazione pubblica.

3) Il cecchino: gli piace andare sul sicuro e pensa che noi ciccione siamo troppo disperate per rifiutare le sue avances, e quando l'impensabile (soltanto per lui ovviamente) accade, fa del body shaming la sua unica ragione di vita...fino al prossimo obiettivo.

4) Il ninja: è molto probabile che gli piacciate, e anche tanto, ma si vergogna a farsi vedere in giro con una cicciona, le scuse più o meno sono sempre le stesse, non gli piace la confusione, non vuole incontrare una determinata persona, quel ristorantino è un pò fuori mano, ma si mangia veramente bene ecc..., Il vantaggio è che vi farà scoprire angoli inesplorati della vostra città, ma il gioco non vale la candela, per cui sfanculatelo senza rimpianti.

5) Il feticista della ciccia: specie altamente presente nei siti d'incontri a tema, non sta con voi, ma con la vostra ciccia e il passo dal farvi sentire delle dee al trattarvi come semplici oggetti sessuali sarà incredibilmente breve...basterà parlargli di dieta e leggerete il terrore nei suoi occhi.

A chi di noi non è capitato almeno una volta di imbattersi in uno di questi elementi? L'importante è rendersene conto in tempo e volersi bene, in fondo la migliore compagnia resta sempre la nostra.

domenica 18 dicembre 2016

#BodypositeamIT: Conciati per le feste (Evans total look)



Jingle Bells, Jingle Bells, jingle all the way! What fun it is to ride in a one-horse open sleigh...
Bene, se l'avete letta cantando, abbandonate questo post voi che entrate, in caso contrario, procedete pure (più o meno) tranquillamente.
E' vero, e chi mi conosce lo sa, che di solito adoro il Natale, è la parte dell'anno che ho sempre preferito con le sue luci, le sue decorazioni, le ore passate a togliere i canditi dal panettone e a mettere la nutella (sì, quella con l'olio di palma...a natale puoi e posso anch'io!) sul pandoro, i giochi da pseudo bisca clandestina, il tasso alcolico decisamente alto, i regali, che siano più o meno graditi o in giro da tempo immemore destinati all'eterno riciclo, per non parlare del parentado infinito raccolto tutto nella stessa stanza, e di solito amo anche le sue conseguenze, chili pieni d'amore familiare e quintali di bicarbonato per digerire compresi.
Quest'anno invece sono passata dall'essere il folletto sotto acido degli anni scorsi, ad avere l'entusiasmo di Mercoledì Addams in gita a Disneyland con la scuola, e anche se dicono che odiare il Natale e le feste in generale faccia figo, io spero di tornare demodè il prima possibile.
Ma (perchè c'è sempre un ma) se c'è una cosa del Natale che il Grinch e lo Scrooge che sono in me non sono riusciti a farmi smettere di amare, sono i classici maglioni natalizi -Ok, anche la rai che manda i cartoni Disney a profusione, lo ammetto!- Sarà che mi ricordano la scena in cui Bridget Jones e Mark Darcy si (ri)incontrano nel primo film della trilogia.

Quindi quando dal #BodypositeamIT è saltata fuori l'idea dell'outfit natalizio, ne sono stata comunque entusiasta. Dando un'occhiata in giro, ho visto che tutti gli shop plus size più noti hanno una sezione con maglioni e abitini natalizi, in particolare su emp ce n'erano alcuni davvero sfiziosi ed ironici, ma è bastato giusto il tempo di pensarci su che erano già tutti terminati, per cui alla fine, dovendo prendere anche i miei amati jeans ultrastrech della linea pear di evans, ne ho approfittato per fare un ordine unico.
A dire il vero il maglione che ho scelto, inizialmente non era tra i miei preferiti visto che io per natalizio intendo un maglione che abbia almeno una renna e qualcosa di rosso, ma come al solito mi sono ridotta all'ultimo momento e il modello che ho acquistato alla fine era tra i pochi rimasti della mia taglia, ma quando l'ho provato sono stata molto soddisfatta sia per estetica, sia per vestibilità.
So che magari per il blog avrei potuto scegliere qualcosa di più fashion e meno banale, ma l'avrei vista un pò una forzatura. Per me, al di la di questo momento non proprio semplice, questi giorni di festa (ricordo che in terronia di norma si festeggia dal 24 al 26 no stop, sono consentite giusto delle pause ogni tanto per espletare i propri bisogni fisologici) sono costellati di vestiti caldi e comodi (stiamo parlando di ore ed ore seduti a tavola a mangiare) e di pigiama più o meno imbarazzanti, ma rigorosamente a chiusura ermetica e pantofole a forma di pinguino ai quali manca il becco visto che Velvet ha gentilmente offerto una rinoplastica...Tanto si sa, in presenza della famiglia e del corriere, siamo tutte più cesse.
MaglioneJeansStivali : Evans
Cappello: no brand shop
Prima di lasciarvi alle foto v'invito a curiosare gli outfit dei miei favolosi compagni d'avventura:
Diva delle curve di Marged Flavia Trumper
Tondamente curvy blog di Valentina Imbellone
Mixelchic di Elena Palieri
Uomini di peso di Alessandro Carella
Plus kawaii di Miria Benotti
Curvy Nene di Irene Mastronardi











giovedì 1 dicembre 2016

PCOS (Sindrome dell'ovaio policistico): la mia esperienza



Buongiorno bellezze! Oggi ho deciso di parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore, dato che è una patologia che ha condizionato e continua a condizionare gran parte della mia vita, mi riferisco alla "sindrome dell'ovaio policistico" alias "Poly-cystic ovary syndrome" molto più semplicemente detta PCOS.
Ovviamente non sono un medico, per cui mi limito semplicemente a riportare quella che è stata ed è tuttora la mia esperienza.
Anche perchè se proverete a cercare di cosa si tratta, in linea di massima su tutti i siti che ne parlano avrete modo di leggere che: La PCOS è una sindrome metabolica che colpisce il 5-10% delle donne in età fertile sconvolgendone completamente il quadro ormonale e metabolico e di cui ancora non si conoscono a fondo le cause. Tra i sintomi che caratterizzano la sindrome troviamo amenorrea (alterazione o assenza del ciclo mestruale), anavoluzione cronica, infertilità, acne, alopecia, irsutismo, obesità, insulinoresistenza e...la pianto qui, per chi volesse saperne di più vi lascio il link
Ma cos'è davvero la PCOS per chi la vive? Tenterò di spiegarvi come la vedo io. 
E' la classica amica stronza, quella che tutte abbiamo avuto ai tempi del liceo (a meno che non sia stata proprio tu l'amica stronza in questione). Quella che vi portava dietro solo per sembrare più figa agli occhi dei ragazzi, quella che si presentava all'ora di ginnastica col tacco 12 e truccata più di un motorino negli anni '90, dicendo che le sarebbe tanto piaciuto indossare una tuta da sfigata come la tua, ma che purtroppo aveva le sue cose (e continuerà ad averle per tutto l'anno senza che nessuno stranamente sospetti il contrario, anche perchè che ne sai tu del ciclo, che una volta ti viene e 10 no?). Quella che nella sua fighissima figaggine ti diceva con orrore che doveva assolutamente dimagrire perchè durante le feste aveva messo ben 800 grammi e tu, ingenuissima, stretta nei tuoi jeans taglia 52 o più, dal basso delle tue sneakers, la consolavi anche dicendole che era perfetta e bellissima così com'era (ATTENZIONE! Non mi riferisco alla dismorfofobia che è un disagio reale, ma alla stronzaggine nuda e cruda). Parliamo della stessa amica stronza che alle tue spalle faceva notare agli altri i tuoi rotoli di ciccia, i brufoli sul mento ed il peletto sopravvissuto alla ceretta perchè ancora non hai imparato a starci dietro.
Ecco, lei! Le differenze sostanziali tra lei e la PCOS sono tre: non te ne liberi mandandola a fanculo, non te la ritrovi soltanto al liceo e, soprattutto, i brufoli sul mento, i rotoli di ciccia ed i peli incazzati lei te li fa proprio venire!
Avevo circa 17 anni quando, complice una dieta senza risultati ed il ciclo che saltava di continuo, mia madre decise di farmi fare una visita da un ginecologo, che dopo un'ecografia e delle analisi specifiche, non trovò cura migliore che la pillola. Stiamo parlando di 13 anni fa ed era ancora molto difficile trovare qualcuno di competente in materia (nonostante l'incidenza del fenomeno coinvolga circa 5/10 donne su 100) e, si sa, molto spesso si confonde la "cura" dei sintomi con quella della "malattia". Purtroppo molto spesso i medici ignorano quanto un semplice "non lo so" sia molto più professionale e soprattutto faccia meno danni di una cura azzardata.
Sta di fatto che io i risultati li vedevo eccome, per cui che la pillola fosse solo un palliativo a me non era proprio passato per la testa, perdevo peso, avevo finalmente la pelle vellutata, i peli erano diventati semplice peluria e i capelli non erano mai stati così folti e lucenti, finchè a causa della nausea persistente e del mal di testa cronico fui costretta a sospenderla e lì...beh lì tornò tutto come prima, anzi i chili aumentarono addirittura.
Evito di parlarvi dei risvolti psicologici che ebbe la faccenda, avevo 19 anni e avevo assaporato la "normalità"...sono sicura che non serve che ve ne parli. 

Da allora, ho dovuto fare un grande lavoro su me stessa  sia in termini di autoaccettazione sia per non prendere a sprangate sui denti tutte quelle persone che di farsi gli stracazzacci loro proprio non ne vogliono sapere e ti chiedono con aria illuminata: "ma perchè non ti metti a dieta? Guarda che bel viso che hai" (come se tu nella tua vita da obesa non ci avessi mai pensato e aspettavi il genio che ti accendesse la lampadina ).
Inutile parlarvi del mio continuo peregrinare tra nutrizionisti, dietologi, endocrinologi, ginecologi e dermatologi...neanche ricordo quanti fossero, so solo che il mio scetticismo cresceva insieme ai miei chili e ai brufoli sul mento. Neanche m'interessava più dimagrire, ero finalmente riuscita a fare pace con me stessa sotto quel punto di vista...volevo soltanto sentirmi una donna normale, volevo avere il ciclo ogni mese e capire se fossi in grado di ovulare.
Alla fine ho deciso di documentarmi da sola nonostante, anni fa i pochi testi sull'argomento fossero in inglese, ma non mollai. Non avevo la presunzione di curarmi da sola, volevo soltanto maggiori mezzi per capire se il dottore che avevo di fronte fosse l'ennesimo che tentava di azzeccare la soluzione o se fosse realmente competente in materia.
Recentemente, grazie ad un endocrinologo e ad un gruppo su facebook, sto imparando pian piano a gestire la cosa attraverso l'alimentazione, lo sport e degli integratori (inositolo ed agnocasto), anche se dall'ultima visita è emerso che nel mio caso da soli non bastano e mi è stata prescritta la metformina che è un inibitore insulinico, per cercare di portare l'iperinsulinemia a livelli ottimali.
Ora come ora il ciclo si è quasi regolarizzato e sono anche riuscita ad ovulare (e porca miseria, mica me l'avevano detto che è più doloroso del ciclo!) che per me è stato un vero e proprio traguardo. 
Ripeto, questa è soltanto la mia esperienza, per chi volesse saperne di più, ci sono molti siti con base medico/scientifica sull'argomento, ma soprattutto rivolgetevi al vostro medico perchè vi ricordo che avere le ovaie policistiche non implica necessariamente avere anche la sindrome, per cui se avete dei dubbi fatevi prescrivere le analisi standard per questo tipo di diagnosi (ecografia pelvica, testosterone libero, curva glicemica, curva insulinemica...)
A breve vorrei scrivere un articolo su alimentazione e PCOS visto che accenno spesso all'argomento soprattutto nelle ricette che vi propongo e che trovate nella sezione FOOD, per cui se avete suggerimenti o curiosità particolari, fatemelo sapere nei commenti.

lunedì 14 novembre 2016

#BodipositeamIT: Hipster houtfit


Buooongiorno! Dopo giorni di silenzio torno finalmente a scrivere su questo piccolo spazio virtuale. Ormai quello col #BodyPosiTeamIt è diventato un piacevolissimo appuntamento fisso e per me è sempre estremamente divertente ed entusiasmante prendervi parte.
Questa volta il tema non è dei più semplici, almeno per quanto mi riguarda, si tratta infatti di interpretare secondo il nostro punto di vista lo stile Hipster. In questo caso più che mai è doveroso parlare di stile e non di moda in quanto, nonostante i più si fermino alla sola apparenza, si tratta di un vero e proprio modus vivendi che abbraccia molti aspetti della quotidinità: cibo, politica, musica, insomma in teoria dovrebbe essere un vero e proprio stile di vita. 
Questo termine non è di certo stato inventato adesso, lo troviamo già a partire dagli anni '40, anche se ormai questo stile è diventato una vera e propria moda e come tutte le mode trovo che in qualche caso abbia perso parte della propria essenza e sia diventato soltanto un ennesimo tentativo di massificazione.
Critiche strappamaroni da trentenne disillusa a parte, è in realtà un universo molto affascinante i cui punti cardine sono ben al di la della mera apparenza, vista l'attenzione per l'ecologia con le conseguenti scelte alimentari, cosmetiche e di vita in generale quanto più ecocompatibili possibile.
Esteticamente invece, l'Hipster style prevede un mashup di vari stili, un pò tutto e un pò niente che offre infinite possibilità di personalizzazione, ammetto che se nel mio immaginario lo stile hipster è estremamente chiaro per quanto riguarda gli uomini (barbe...barbe e occhiali ovunque), per quanto concerne le donne,  invece ho dovuto dare più di una sbirciatina su "santo Google immagini" per prendere spunto, oltre ad aver rotto insistentemente le balle ad una delle mie migliori amiche patita per questo tipo di abbigliamento. 
Nella mia testa si è subito palesata un'immagine, camicie a quadri di ogni tipo, così viva la fantasia ho scelto una camicia a quadri ed un cappello simil borsalino sviluppando l'intero outfit intorno a questi due capi.
Per cui spero di averci azzeccato e se così non fosse, confido nel fatto che un occhio pesto e l'influenza mi facciano da attenuanti e se proprio neanche questo basta, in qualche foto spunta il musino di Velvet sullo sfondo, appositamente messo lì per intenerirvi.
Se siete curiose (e so che lo siete) di vedere gli altri outfit di questo fantastico gruppozzo, vi lascio i link:
La Diva Delle Curve
Mixelchic
Plus Kawaii 
Tondamente Curvy Blog
Curvy Nene







La camicia, il cappello ed il top  sono H&M, purtroppo in questo momento esatto il loro sito è in manutenzione, per cui non riesco a mettervi il link dei singoli capi. La borsa invece l'ho acquistata in un piccolo negozietto nella mia città.
Jeans: Evans sono della linea "pear" e sono FANTASTICI, hanno una vestibilità mai provata prima, forse chi ha un fisico a pera può capire il mio entusiasmo data la difficoltà nel trovare jeans che vestano bene e che soprattutto siano comodi, penso che appena potrò ne farò scorta!
Scarpe: Superga

giovedì 27 ottobre 2016

Halloween last minute: Plus size version (4 outfit)


Salve bellezze! Halloween è alle porte e personalmente, qualsiasi sia l'occasione per mascherarmi o semplicemente per andare in giro a minchioneggiare con gli amici, io la colgo al volo.
Per cui quest'anno, complice la collaborazione col #BodypositeamIT a tema #Disneybound (outfit ispirati a personaggi Disney, ma in una veste attuale e soprattutto portabile nella quotidianità) nella quale vi ho mostrato la mia versione della Regina di Cuori, mi sono divertita a fare shopping nel mio armadio alla ricerca di qualche vecchio abito da riutilizzare per l'occasione.
Quindi bando alle ciance, vi mostro subito i quattro outfit a costo (quasi) zero, con la mia personale proposta per un Halloween last minute pescando cose random da armadi e cassetti e completando il tutto con mezzi di fortuna o al massimo qualche accessorio extra.

Ostrichetta curiosa (Alice nel paese delle Meraviglie) 


 Molto probabilmente il 90% di coloro che hanno visto "Alice nel paese delle Meraviglie" neanche se le ricorda, e molto probabilmente non mi crederete, ma è un "costume" che ho utilizzato per una festa a tema e giuro che è stato apprezzatissimo...o forse mi stavano soltanto perculando, sta di fatto che preferisco credere alla prima ipotesi.



Mettere insieme il tutto è davvero molto semplice, basta qualche richiamo con delle perle qua e la, un vestito grigio chiaro e, visto che sono una temeraria, con qualche forcina sono riuscita ad incastrare il guscio di un'ostrica tra i capelli (giuro che era completamente inodore). 
L'abito è di talmente tanti anni fa che non ne ricordo neanche la provenienza, ma Questo è molto carino e si presta allo scopo.

Malefica (La bella addormentata nel bosco)

Lei non ha bisogno di presentazioni, è la più figa delle cattive Disney e non solo, in fondo è stata impersonata dall'ex signora Pitt in persona...mica pizza e fichi!


Per madame Malefica ho addirittura comprato le corna (le ho pescate tra varie cianfrusaglie in un negozietto cinese). Il mantello lo avevo già, per cui è bastato abbinarci un acquisto sbagliato di qualche mese fa (simile QUI )  che la pigrizia non mi ha permesso di rendere in tempo e dei manicotti di pizzo degli anni in cui giocavo a fare la goth girl

Cappuccetto rosso


E' conosciuta a livello mondiale come la grande mente che non riesce a distinguere sua nonna da un lupo...occorre dire altro? 










Mantello: Happy casa
Vestito: Emp















Morticia Addams

Ho sempre amato alla follia questo personaggio, soprattutto se ad interpretarlo era Anjelica Huston. 
Ha un'immagine praticamente iconografica, tutti la conosciamo e riconosciamo nel suo lungo abito nero, il noto pallore, i capelli corvini e lunghissimi e la figura esile e allungata che in effetti cozza clamorosamente con una fisicità plus size come la mia, ma proprio per questo è stato ancora più divertente "interpretarla".



Per questo outfit è bastato semplicemente togliere corna e mantello utilizzati per la mise da Malefica, un'ora di piastra per capelli et voilà, les jeux sont fait!
E voi, quale sarà il vostro outfit per Halloween?